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Nebulosa
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top
Una mwdwnebulosa (dal mwealatino mweqnebula, nuvolacite-ref-1[1]) è un agglomerato interstellare di mwfgpolvere, mwfwidrogeno e mwgaplasma. Originariamente il termine veniva impiegato per indicare qualsiasi mwgqoggetto astronomico di grandi dimensioni di natura non mwggstellare né mwgwplanetaria né mwhacometaria, quindi comprendeva anche quelle che oggi sono note come mwhqgalassie (per esempio, la mwhgGalassia di Andromeda era chiamata mwhwNebulosa di Andromeda prima che le galassie venissero scoperte da mwiaEdwin Hubble).
Alcune nebulose sono caratterizzate dall'ospitare al loro interno fenomeni di mwigformazione stellare, come le mwiwnubi molecolari, le mwjanebulose oscure e le mwjqregioni H II; altre, come le mwjgnebulose a riflessione, brillano della luce emessa da una stella che transita al loro interno, come mwjwNGC 1435 che circonda la stella mwkaMerope delle mwkqPleiadi. Altre ancora si originano a seguito della morte di una stella, come le mwkgnebulose planetarie o i mwkwresti di supernova.
Contents
• Note
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Formazione
Molte nebulose si formano grazie al mwnacollasso gravitazionale del gas presente nel mwnqmezzo interstellare. Mentre la materia collassa sotto il proprio peso, al centro si possono formare stelle massive che ionizzano il gas circostante con la loro mwngradiazione ultravioletta, creando del mwnwplasma (il quarto stato della materia). Esempi di questo tipo sono la mwoaNebulosa Rosetta o la mwoqNebulosa Pellicano. Le dimensioni di queste nebulose variano in base alla grandezza originaria della nuvola di gas.
Alcune nebulose sono il risultato dell'esplosione di una mwowsupernova. La materia scagliata via dall'esplosione viene ionizzata dai residui della supernova. Il migliore esempio è la mwpaNebulosa del Granchio nella mwpqcostellazione del Toro, il risultato della supernova mwpgSN 1054, registrata nel 1054. Il centro della nebulosa è una mwpwstella di neutroni creata durante l'esplosione.
Altre nebulose possono diventare mwqqnebulose planetarie. Questo è l'ultimo stadio della vita di una stella di bassa massa come il mwqgSole. Le stelle con una mwqwmassa di 8-10 masse solari si evolvono in mwragiganti rosse e perdono lentamente gli strati esterni durante le pulsazioni nella loro atmosfera. Quando una stella ha perso una quantità sufficiente di materia, la sua temperatura aumenta e la radiazione ultravioletta emessa è capace di mwrqionizzare la nebulosa circostante che è stata spazzata via precedentemente.
Nebulose diffuse
La maggior parte delle nebulose è diffusa; ciò significa che la nebulosa è molto estesa e che non ha confini ben definiti. Nella luce visibile possono essere suddivise in mwuwnebulose a emissione e in mwvanebulose a riflessione in base a come viene creata la luce che vediamo. Le nebulose a emissione contengono gas mwvqionizzato (per la maggior parte mwvgidrogeno ionizzato) che produce linee spettrali di emissione. Spesso vengono denominate mwvwRegioni H II che deriva dal linguaggio professionale degli astronomi riferendosi all'idrogeno ionizzato. A differenza delle nebulose a emissione, quelle a riflessione non producono una propria luce visibile a sufficienza, ma riflettono invece la luce delle stelle nelle vicinanze.
La mwwqnebulosa oscura è simile alla nebulosa diffusa, ma non è visibile perché non emette una propria luce né può sfruttare quella riflessa. Si manifesta come una nuvola nera di fronte a stelle più distanti o nebulose a emissione.
Nonostante queste nebulose sembrino diverse viste nelle varie lunghezze d'onda ottiche, esse brillano tutte se osservate nell'mwwwinfrarosso. Questa radiazione arriva dalla mwxapolvere della nebulosa.
Tipi di nebulose specifiche
Oltre alle nebulose diffuse che non hanno confini ben definiti, esistono alcune nebulose che possono essere descritte come oggetti con confini identificabili.
Nebulosa planetaria
Le nebulose planetarie si formano dal gas espulso dalle stelle a bassa massa quando si trasformano in mwbqnane bianche. Sono a emissione con radiazione spettrale simile a quella trovata nelle regioni di formazione stellare. Tecnicamente, esse sono delle regioni H II in quanto la maggior parte dell'idrogeno sarà ionizzato. Tuttavia, le nebulose planetarie sono più dense e più compatte delle nebulose a emissione. I primi mwbgastronomi che osservarono questi oggetti pensarono che le nebulose somigliassero ai dischi di pianeti, nonostante non abbiamo nulla a che fare con i pianeti. Da qui l'origine del nome nebulosa planetaria.
Nebulosa protoplanetaria
La mwcqnebulosa protoplanetaria è un oggetto astronomico che si presenta durante il breve stadio delle ultime fasi dell'mwcgevoluzione stellare, quando la stella generatrice si trova tra il mwcwramo asintotico delle giganti e la fase di mwdanana bianca. Le nebulose protoplanetarie emettono una forte mwdqradiazione infrarossa e costituiscono un tipo particolare di mwdgnebulosa a riflessione. Si tratta della penultima fase evolutiva ad alta luminosità nel ciclo vitale delle stelle di massa intermedia.
Resto di supernova
Una mwfwsupernova si forma quando una stella di grande massa raggiunge la fine della sua vita. Al termine della fusione nucleare che avviene nel nucleo, la stella collassa su se stessa. Il gas che sta cadendo può rimbalzare oppure si può surriscaldare espandendosi verso l'esterno, causando l'esplosione della stella. L'espansione del gas forma un mwgaresto di supernova che è un tipo speciale di mwgqnebulosa diffusa.
Note
cite-note-11. ↑ mwia(mwiqmwigEN) mwiwmwjaOnline Etymology Dictionary, su mwjqetymonline.com. mwjgURL consultato il 23 giugno 2010.
Bibliografia
• mwkgVittorio Piccirillo, La nebulosa degli spettri, Solfanelli, 2009, ISBN 978-88-89756-50-8.
• mwlaMarcella Testa, Come una nebulosa, Montag, 2009, ISBN 978-88-95478-91-3.
• mwlgFrancesco Oddo, Brandelli di nebulosa, La Caravella, 2010, ISBN 978-88-95402-45-1.
• mwmaPiero Pasolini, Dalla nebulosa all'uomo, EMP, 1976.
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikizionario
• Wikimedia Commons
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su nebulosa
Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) John S. Mathis, nebula, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwoq(EN) Nebulose a riflessione, su fusedweb.llnl.gov. URL consultato il 23 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 21 settembre 2008).
• mwow(EN) Nebulose a emissione, su fusedweb.llnl.gov. URL consultato il 23 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 27 maggio 2010).
• mwpq(EN) Nebulose planetarie, su fusedweb.llnl.gov. URL consultato il 23 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 27 maggio 2010).
• mwpw(EN) Resti di supernova, su fusedweb.llnl.gov. URL consultato il 23 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2006).